
Il regolamento è chiaro: il calciatore non può svincolarsi ed è costretto ad un trasferimento in prestito nelle ultime ore di mercato, azzerato praticamente il suo potere contrattuale. Fortuna vuole che una società come il Gladiator si faccia avanti per accogliere il calciatore, evitando quindi a Castiglione un girone di ritorno da separato in casa.
Raggiunto telefonicamente, il calciatore ha esternato la sua rabbia mista alla felicità del nuovo trasferimento: “Quanto è successo con la Sessana non ha nulla a che vedere né col mondo del calcio né con le persone di parola – è andato giù duro il centrocampista –. Nel giro di una settimana sono stato voluto fortemente, tesserato e poi immediatamente dopo scaricato e costretto ad andare via. Il presidente ha ragionato da pallonaro e non da uomo, prendendo un altro calciatore nel mio ruolo e facendomi capire che i miei giorni a Sessa erano finiti. Negli ultimi giorni di mercato mi sono ritrovato catapultato nella mischia da cui mi ero tolto, rinunciando anche ad altre proposte per accettare la Sessana. L’unica strada era quella di andare via in prestito per non restare sei mesi fermo o da separato in casa. Per questo ringrazio pubblicamente il Gladiator che mi ha accolto a braccia aperte e mi ha salvato da una situazione a dir poco complicata”.
Insieme a Castiglione anche un altro calciatore ha subito lo stesso trattamento, Alessandro Diana, il quale è stato scaricato dopo che era arrivato dal Gladiator e si è accasato sempre di corsa e in prestito al Mondragone.
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